Museo Archeologico di Bari

Museo archeologico di Bari:

Aperto alla fine dell'Ottocento il Museo Archeologico espone oltre 30.000 reperti tra cui ceramica daunea e apula di derivazione greca a vernice nera a figure rosse, ceramica greca e corinzia e attica, sculture in pietra e bronzi, monete di varie epoche. Inoltre epigrafi greche e latine, gemme antiche in osso e avorio, vetri ornamentali e ambre.

Il Museo Archeologico di Bari ha in esposizione nelle sale reperti che coprono un arco temporale assai vasto vista la continua occupazione dell'uomo del territorio pugliese nei millenni.

Reperti per settore:

  • materiale preistorico comprendente strumenti litici, ceramica impressa;
  • ceramica indigena geometrica dauna, peuceta e messapica;
  • ceramica apula di derivazione greca a vernice nera, sovradipinta, a figure rosse e dello stile di Gnathia;
  • ceramica greca, corinzia e attica;
  • terrecotte figurate e architettoniche;
  • sculture in pietra;
  • bronzi comprendenti vasi, armi, armature, utensili;
  • oreficerie;
  • epigrafi greche e latine;
  • monete greche, romane, bizantine, medievali e moderne;
  • gemme incise;
  • oggetti di osso e di avorio;
  • vetri e ambre.

Storia Fondato dalla Provincia nel 1875 il Museo Archeologico nacque grazie all'acquisizione di un nucleo di reperti archeologici appartenuti al prof. Nitto De Rossi dell’Istituto Tecnico di Bari. Tuttavia l'apertura al pubblico avvenne solo nel 1890 nella sede di palazzo Ateneo dove rimase fino al 2000; in questo lasse di tempo di più di un secolo il museo crebbe per collezione, importanza e nome grazie a notevoli lasciti e acquisti, grazie anche ai finanziamenti di nuove campagne di scavo sul territorio pugliese.

Tra gli acquisti e i lasciti si ricordano i reperti canosini della tomba Varrese, la collezione Polese, il monetiere Maselli. Mnetre per le campagne di scavo cruciali sono state quelle condotte tra la fine degli anni ’70 e la fine degli anni ’80 a Conversano, Monte Sannace, Turi, Rutigliano, Acquaviva delle Fonti, Canosa.

Nel 2001 la Provincia riacquisì la gestione diretta del museo (ceduta nel 1957) trasferendo la sede e le raccolte di reperti nel complesso di Santa Scolastica nel centro storico di Bari.

Da pochi anni è anche disponibile un database elettronico che permette la consultazione diretta in formato digitale delle schede inventariali con testi e immagini di ogni reperto archeologico del Museo.

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